AMNISTIA PER TUTTI - ALESSIO, LIVIO E MARCO LIBERI SUBITO!!

 

Global Project Marche - Martedì 7 marzo 2006
Gli ultras bloccano il centro di Ancona
Arrivano adesioni dagli ultrà di tutta Italia.

ANCONA - «Alessio, Livio e Marco liberi»: questa la scritta a caratteri cubitali che campeggiava nello striscione di apertura del corteo, ma anche nel cuore dei tanti che ieri sera hanno sfilato lungo le vie del centro di Ancona. E questo per chiedere la liberazione degli ultras biancorossi coinvolti nella contestazione al pullman della squadra del 21 gennaio scorso (la petizione intanto è vicina alle 15 mila firme).

Alessio Abram è agli arresti domiciliari da più di un mese, mentre Livio Berrutti e Marco Parisio hanno l’obbligo di dimora. Duecento persone secondo la Questura, almeno il doppio secondo gli organizzatori: comunque in tanti sono scesi in piazza per testimoniare la loro vicinanza ai compagni di curva. In piazza Roma dalle 17 in poi sono confluiti i rappresentanti di tutti i gruppi della curva nord Ancona che è in contestazione permanente e ormai da tempo si rifiuta di fare il tifo allo stadio: ma c’erano anche esponenti di alcune tifoserie “amiche” come quella del Genoa, della Spal, del Napoli, della Civitanovese e del Montevarchi. Ma tanti i messaggi di solidarietà arrivati dalla galassia ultras, quella politicamente spostata a sinistra, per questa vicenda che sta assumendo una rilevanza a carattere nazionale. Anche le comunità resistenti delle Marche e l’associazione Ya Basta hanno aderito all’iniziativa così come la comunità degli immigrati. Tanti gli slogan alzati durante il corteo in corso Stamira, corso Garibaldi e infine in piazza del Papa dove la manifestazione si è conclusa senza nessun incidente ma con inevitabili disagi per il traffico. Il tutto “scortato” dai vigili urbani si è svolto sotto il controllo “discreto” della Digos.

Davanti alla Tazza d’Oro si è affacciato anche il patron biancorosso Sergio Schiavoni accompagnato dalla moglie, signora Gabriella. Nessun problema con gli ultras che hanno notato il presidente onorario dell’Ancona ma hanno proseguito la sfilata lungo il corso. «Mi sembra che sia una manifestazione allegra, c’è anche il camioncino con la musica - ha detto Schiavoni - tanti ragazzi con le bandiere. Personalmente non ci vedo nulla di male». Qualche coro “politico” contro Berlusconi quando il corteo è arrivato sotto la sede di Forza Italia ma poi il serpentone colorato si è snodato senza alcun attrito verso piazza del Papa tra la curiosità generale di un centro città strapieno per la classica passeggiata del sabato pomeriggio. Presenti alla manifestazione anche gli avvocati Paolo Cognini e Robert Egidi che assieme a Francesco Nocera stanno curando la vicenda giudiziaria dei tre tifosi.
«Questa non è una manifestazione “contro” qualcuno ma “per” qualcuno - ha sottolineato l’avv. Cognini - Secondo me non è vero, come ho sentito dire, che iniziative del genere danneggerebbero i nostri assistiti anche perchè nessuno ha intenzione di attaccare la magistratura. Questo è un corteo assolutamente pacifico e con il quale si vogliono rimarcare alcune evidenti esagerazioni nell’applicazione della custodia cautelare. A nostro avviso non ci sono motivi validi per cui Abram debba restare ancora ai domiciliari. Molti sapranno che stiamo parlando di una persona che ha sempre lottato per i diritti dei più deboli e la presenza oggi al corteo di tante associazioni che nulla hanno a che vedere con lo stadio, lo dimostrano. Credo siano maturi i tempi di una liberazione completa dei tre tifosi e ovviamente nei prossimi giorni lavoreremo in tal senso». 

Corriere Adriatico

 

Proprio mentre la Curva Nord si accingeva a far muovere la macchina organizzativa per la manifestazione di sabato, altri due amici ed ultras sono stati limitati della loro libertà personale, sempre in seguito alle note indagini relative alla contestazione al pullman del'A.c. Ancona, dello scorso 21 gennaio.
Non sono agli arresti domiciliari ma hanno l'obbligo di dimora, ovvero non potranno uscire dal comune di residenza; anche questo provvedimento ci sembre eccessivo in relazione ai fatti e ai reati contestati

Non ci piace la retorica ma ci sembra che il pugno di ferro e la mano pesante della legge colpisca sempre il mondo ultras, mentre in libertà rimangono tante persone che hanno davvero compiuto efferati delitti o truffe milionarie, come emerge dalle cronache nazionali.

ALESSIO, LIVIO e MARCO,
COLPEVOLI DI ESSERE ULTRAS...LIBERI SUBITO!
La Curva Nord rinnova infine l'invito a tutti itifosi a presenziare numerosi alla manifestazione di sabato.

CURVA NORD ANCONA
 

 

Per giorni e giorni si sono susseguite sulla stampa locale polemiche, dichiarazioni e previsioni di probabili azioni giudiziarie riguardanti la vicenda Ultras Ancona, fino ad arrivare al provvedimento di arresto nelle ultime ore.

Non ci interessa entrare nello specifico dei fatti, quanto sottolineare che a discapito di tutto, ci pare si stia armando una ingiustificata campagna di criminalizzazione ai danni della tifoseria organizzata della Curva Nord.

Per quanto ci riguarda abbiamo conosciuto questa realtà nella realizzazione di importanti progetti a sfondo sociale e solidaristico. Ancona, grazie agli Ultras che hanno organizzato una raccolta fondi fuori e dentro lo stadio per il progetto “ESTADIO DEL BAE”, è stata una delle realtà che ha permesso alla comunità La Realidad in Chiapas di poter realizzare la casa dell’herbolario – struttura per visite mediche e per medicamenti naturali, la casa delle conserve – luogo per la conservazione di prodotti alimentari, servizi igienici e un campo da calcio dove lo scorso agosto 2005 si è svolto, tra le comunità zapatiste e alcuni rappresentanti delle tifoserie aderenti al progetto, un torneo di calcio.

Attualmente stiamo portando avanti insieme la campagna per un nuovo progetto da realizzarsi in Argentina per la costruzione di un centro di salute popolare. Grazie alla collaborazione degli Ultras è stato inoltre possibile realizzare importanti iniziative contro il razzismo e contro ogni forma di discriminazione proprio in un momento in cui troppo spesso negli stadi la xenofobia prende il sopravvento.

Il tentativo di chiudere questa ricchezza di relazioni, attività e valori negli stereotipi più semplicistici e grossolani che negli anni sono stati costruiti intorno alla realtà degli Ultras ci appare strumentale e finalizzata ad alimentare campagne di repressione che non appartengono e non devono appartenere alle tradizioni democratiche e garantiste dei nostri territori.

L’impegno sociale che abbiamo condiviso con gli Ultras dell’Ancona riteniamo sia una risorsa che non può essere dispersa, ma che anzi vada difesa con la stessa generosità e lo stesso entusiasmo che, nella specificità della realtà anconetana, accomuna la passione per lo sport a quella per la difesa dei diritti dei “senza voce”.

Ya Basta! - Marche
 


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