GUERIN SPORTIVO N.25 24/30-06-2003
CHIAPAS L'ASSIST. UNO STADIO, MA NON SOLO QUELLO, IN UN VILLAGGIO MESSICANO PER RICORDARE UN AMICO SCOMPARSO. L'IDEA DI UN GRUPPO DI ULTRAS DEL VENEZIA HA FATTO PROSELITI NEL MONDO DEL TIFO.
Francesco Romor, detto El Bae, era un ultras del Venezia, scomparso il 13 febbraio 2001. Sognava il Chiapas zapatista e in qualche modo ci andrà: a Guadalupe Tepeyac, un piccolo villaggio messicano martoriato da sette anni di occupazione paramilitare, all'interno di un più ampio progetto di ricostruzione, sorgerà infatti El Estadio del Bae. Nato come reazione immediata, quasi un rifiuto, a un evento insopportabile, il progetto si è poi trasformato: ormai non si tratta solo di ricordare Francesco o di fare qualcosa di concreto nel campo della solidarietà e della cooperazione con le comunità del Chiapas ma anche del tentativo, riuscito, di aprire canali di comunicazione tra tanti ragazzi delle curve. L'idea iniziale è germogliata e l'associazione Noi Ultras ha costituito un comitato promotore, composto da alcuni esponenti dei gruppi della curva Sud del VeneziaMestre, di club di tifosi, di associati a Ya Basta, dai familiari di Francesco cui si sono aggiunti altri soggetti pubblici e privati, centri sociali e associazioni del territorio. A questo punto era giù ulteriormente precisato lo scopo: la realizzazione di un impianto polifunzionale, sportivo e aggregativo in Messico. Non solo sport, ma anche la possibilità di ritrovarsi, di fare festa, organizzare eventi, dibattiti sociali, culturali e politici. In una struttura ecosostenibile che tuteli le specificità delle culture e delle tecniche di costruzione locali. I materiali, ove possibile, saranno forniti da cooperative locali e sul legname necessario c'è un accordo con il Municipio che procederà solo a tagli selettivi. Il Chiapas, stato del Messico sud-orientale, è grande oltre due volte l'Italia, e restava da decidere l'esatta collocazione: sono state le comunità indigene, messe a conoscenza del progetto, a decidere che "El Estadio del Bae" sorgerà a Guadalupe Tepeyac. Nel novembre 2001 una delegazione del comitato promotore ha compiuto un primo sopralluogo nella località prescelta, dopo aver avviato contatti con ingegneri esperti di ecocompatibilità coordinati dal collettivo Paliacate, composto da studenti e docenti del Politecnico di Città del Messico. Il progetto è stato poi completato con le comunità zapatiste e prevede la collaborazione per l'intera durata dei lavori, di un gruppo italiano. Soprattutto, per un rapporto che non prevede benefattori e "poveri indigeni", sono state recepite tutte le osservazioni dell'assemblea del municipio autonomo. El Estadio del Bae, non è più solo un campo ma un progetto in continua evoluzione che mira a costruire relazioni di cooperazione durature. Intanto, sono già state finanziate e realizzate alcune opere complementari ma non per questo meno importanti. Ecco la falegnameria che dà lavoro a numerosi giovani contribuendo a rompere la dipendenza economica dalla monocoltura del caffè. Poi l'officina meccanica necessaria ai lavori di carpenteria previsti in loco e, soprattutto, la condotta di oltre quattro chilometri che permette la razionalizzazione delle risorse idriche portata a termine nel dicembre 2002 con la distribuzione in tutto il paese. La prossima fase dei lavori prenderà il via tra agosto e settembre con l'arrivo di due gruppi di lavoro provenienti da tutta Europa. Il costo stimato è di 90.000 euro, 50.000 dei quali già raccolti, la metà già stanziata e utilizzata per la condotta idrica e i macchinari per la falegnameria. Fondi arrivati con feste, collette organizzate da gruppi di curva in diversi stadi italiani, concerti, tornei di calcio e calcetto, fra i quali l'ormai consolidato "Torneo del Bae" già arrivato alla terza edizione. Nella raccolta è confluito anche parte del ricavato dei Mondiali Antirazzisti 2001 organizzati da Uisp Emilia e Istoreco e del Raduno Antirazzista Internazionale 2002 organizzato dai tifosi della Ternana. Il tam tam non si limita più all'Italia, concerti e cene di finanziamento hanno raggiunto Innsbruck, Vienna, Bordeaux e Manchester spesso superando steccati e rivalità storiche. Gli ultras, quelli che qualcuno con troppa fretta identifica come i barbari delle curve, sono anche questo. Altra importante fonte di finanziamento na anche di divulgazione sono le Sciarpe del Bae. Si tratta di sciarpe un pò all'antica, grosse come se fossero fatte ai ferri, con i colori delle squadre che le richiedono, completate dal logo dell'Estadio. Ne sono già state prodotte più di 3000 e oltre 30 tifoserie hanno già aderito all'iniziativa che proseguirà anche nella prossima stagione. I 40 mila euro mancanti dovrebbero essere raccolti entro l'estate 2004 e il progetto potrà così giungere a compimento. Gli amici di Francesco, quelli che hanno messo in moto il meccanismo, hanno già pronta la frase per il battesimo: "Bae, te lo gavevimo dito! (te l'avevamo detto!)". Per approfondire info@elestadiodelbae.org. Per contribuire, c/c 501987, abi 5018, cab 12100, presso la Banca Etica di Padova.