LA NUOVA VENEZIA 19-08-2003

ESTADIO DEL BAE, PRIMI MATTONI

Partono oggi da Tessera i giovani che portano nel Chiapas i fondi raccolti per la struttura e l'impegno continua. Un luogo d'incontro: così il Rivolta ricorda il tifoso morto.

MARGHERA. “El estadio del Bae” ha fatto gol. Il progetto promosso dall'associazione “Noi Ultras” con il centro sociale Rivolta e con diversi altri gruppi giovanili, segna un importante passo avanti. Questa sera infatti partirà dall'aeroporto di Tessera una rappresentanza di ragazzi che, insieme a molti altri coetanei provenienti dall'Italia e da tutta Europa, raggiungerà il Chiapas in Messico.

Obiettivo: realizzare un campo sportivo per una comunità zapatisti in memoria di Francesco Romor “Bae”, scomparso prematuramente il 13 febbraio 2001.

L'iniziativa comprende, oltre al campo sportivo, anche una struttura eco-sostenibile per un impianto polifunzionale che consenta non solo le pratiche sportive, ma che sia nache elemento di aggregazione per le comunità locali fino ad ora limitate nell'organizzare eventi e dibattiti di discussione sociale. In sostanza la volontà è quella di costruire una struttura pubblica che possa essere di riferimento per le popolazioni indigene che intendono riappropriasi di quei territori del Chiapas precedentemente occupati dalle truppe paramilitari. “El estadio del Bae” è un'iniziativa in continua evoluzione – spiega Franz del Rivolta – la volontà delle comunità indigene di realizzare il progetto nel paese di Guadalupe Tepeyac si è estesa anche ai villaggi limitrofi, inducendo i promotori a una riorganizzazione generale della gestione amministrativa al fine di comprendere nel progetto anche le altre realtà locali”.

“Oltre ai due campi da calcio che sorgeranno a Guadalupe e a La Realidad – aggiunge Christian – è prevista anche una maggiore assistenza sanitaria per le popolazioni autoctone affinché venga tutelato il diritto alla salute anche di coloro che non hanno adeguate e precise condizioni assistenziali”. Pensato e progettato con la parteciapazione attiva della comunità di Gaudalupe Tepeyac, “El estadio del Bae” è concepito come un intervento di cooperazione orizzontale che non intende distinguere da una parte i benefattori europei e dall'altra gli indigeni, ma mira a contrastare lo sfruttamento intensivo delle risorse e a sostenere lo sviluppo microeconomico della comunità. Lo stadio porterà il nome di Francesco Romor; i sostenitori dell'iniziativa hanno anche in mente progetti di solidarietà primo fra tutti quello di semplificare la comunicazione tra le tifoserie di più squadre possibili: quaranta tra le curve italiane ed europee hanno preso parte al progetto.

I fondi raccolti fino a oggi nel conto corrente aperto presso la Banca Popolare Etica di Padova hanno raggiunto i 50 mila euro. Il comitato promotore ha il compito di seguire tutte le fasi del progetto, sensibilizzando le curve delle tifoserie che vogliono aderire all'iniziativa, i centri sociali, le associazioni e tutti coloro che intendono offrire il proprio contributo per realizzare l'intero programma. La raccolta fondi continua: chiunque può dare il proprio contributo tramite bonifico bancario al conto corrente numero 501987 codice ABI 5018 codice CAB 12100 Banca Etica Padova.

 

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