IL QUOTIDIANO DI COSENZA 05-12-2003

UNO STADIO IN CHIAPAS PER BAE. Iniziativa internazionalista degli ultras veneziani e cosentini.

"Una strada tortuosa che da Marghera porta alla Selva Lacandona" e un progetto che concilia tifo calcistico e messaggio sociale. Ricordando un ultrà che non c'è più. E' El Estadio del Bae, un sogno come lo definiscono gli ultras di tutta Europa che aderiscono. Tra loro anche i supporters cosentini che ieri hanno ospitato Miria Annini di "Ya Basta!" di Roma e Franz Peverieri dell'associazione "Noi ultras" di Venezia. Coordinati da Luigi Celebre e Luca Scarpelli dei Cosenza Supporters, i due hanno illustrato le prossime tappe dell'iniziativa che dovrà portare alla costruzione di uno stadio in Chiapas da inaugurare col primo torneo del futbol rebelde.

"Ma - spiegano subito i promotori - El Estadio del Bae non è solo un campo da calcio dedicato a un amico che non c'è più e che amava la realtà dell'EZLN". Per ricordare Francesco, tifoso veneziano scomparso prematuramente lo scorso febbraio e celebrato già il 25 aprile, data della sua nascita, era già stato organizzato un torneo a cui hanno preso parte anche i cosentini. Il video prodotto da GlobalTV e proiettato ieri si riferiva a questa iniaziativa. Da lì è nato un comitato che coinvolge le tifoserie di Cosenza e Innsbruck, Vienna e Perugia, Ancona, Terni e Amburgo, passando per Roma, Napoli, Vicenza, Milano, Pisa, Empoli, Pistoia e arrivare a Bordeaux e Manchester. "Gli ultras - spiega Peverieri - quelli che il ministro Pisanu definisce i barbari degli stadi, sono anche questi". Sono i tifosi che da Mestre hanno raggiunto per due volte il Chiapas (in ultimo questa estate) per individuare la zona dove costruire lo stadio: il villaggio di La Realidad.

Un progetto, quello di un complesso sportivo per trecentomila persone che ad oggi non ne dispongono, ampliatosi fino a prevedere interventi in più campi, dalla sanità (col sostegno alle Case de Salud), all'acqua (l'acquedotto di Guadalupe e il progetto "Agua para todos"), al sostegno all'economia locale (falegnameria in primis) fino ad arrivare al cibo. In attesa della festa di fine anno che coinvolgerà tutte le realtà imnpegnate nel progetto e della Carovana di Capodanno (un modo per unire i cantieri in Chiapas col decimo anniversario dell'insurrezione nella Selva), è ripresa la campagna delle sciarpe del Bae, con un marchio unico per tutte le curve europee ma ognuna coi propri colori sociali. I rossoblu hanno ristampato la sciarpa proposta due anni fa, con sottoscrizione da devolvere al progetto.

A Cosenza non poteva mancare l'adesione dei Supporters e di "Tam tam e segnali di fumo", la fanzine della curva sud. La manifestazione di ieri alla Casa delle culture era organizzata anche dal Filo Rosso, dove - durante la dance hall notturna - sono stati raccolti altri fondi per il Comitato promotore. Ed è stata lanciata anche la proposta di una sezione.

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