LA NUOVA VENEZIA 22-02-05

 “FUTBOL REBELDE”, CAMPIONATO ULTRAS AD AGOSTO IN CHIAPAS.

Nell’ambito del progetto in memoria di Bae.

MARGHERA. Una sorta di campionato mondiale, che si chiamerà “futbol rebelde”, si svolgerà la prossima estate in Chiapas, a Guadalupe Tepeyac, per inaugurare le prime strutture realizzate nell’ambito del progetto “El Estadio del Bae”. È questa la grande novità emersa nei giorni scorsi a Marghera nel corso della festa per ricordare Francesco “Bae” Romor, leader della curva arancioneroverde, morto quattro anni fa. Chi lo ha conosciuto, tifosi arancioneroverdi, simpatizzanti zapatisti e amici, hanno voluto ritrovarsi al centro sociale Rivolta di Marghera per quella che non è stata una commemorazione ma l’occasione per fare il punto della situazione per un progetto cresciuto oltre le aspettative di chi lo aveva lanciato quattro anni fa. Se l’idea iniziale era la costruzione di un campo di calcio da dedicare a “Bae”, con il tempo, e soprattutto con il contatto con le popolazioni che vivono sul posto, si è cominciato a lavorare a nuove strutture. È nato così un erbolario dove realizzare medicine con prodotti naturali, un punto dove produrre confetture, per il futuro il sogno è la costruzione di un acquedotto. Tutto questo verrà inaugurato ad agosto di quest’anno con un torneo di calcio (“futbol rebelde” tengono a precisare gli organizzatori), al quale parteciperanno rappresentanze di tante tifoserie. L’altra sera al Rivolta erano tanti i ragazzi presenti, molti giovanissimi. “Alcuni di loro – spiega Franz Peverieri – quattro anni fa non sapevano nemmeno chi fosse Bae, si sono avvicinati a questa iniziativa con il tempo. Questo è il risultato più grande, nel nome di Francesco si sono unite tante realtà diversissime tra loro. Episodi? Tra i tanti che meritano di essere ricordati quello della compagna di Emiliano, il capo ultrà dell’Empoli scomparso recentemente. Silvia ha voluto destinare la somma che era stata raccolta per loro figlio Leonardo, circa 4.000 euro, all’Estadio del Bae, ha detto che questa sarebbe stata la volontà del suo uomo”.

Il progetto continua ad andare avanti oltre ogni aspettativa, con gruppi di ragazzi che si avvicendano per portare a termine i lavori. Alcuni di loro hanno raccontato la loro esperienza, tra di loro c’era anche Matteo Breccia, degli Ultras Ancona. “In Chiapas ho trovato qualcosa di totalmente diverso – racconta il tifoso biancorosso presente l’altra sera a Marghera – non centra solo la politica, quella gente crede in valori che probabilmente in Italia abbiamo perso da troppo tempo”.

Alla serata dedicata a Bae hanno partecipato numerosi ospiti, tra i quali anche Vilma Mazza di “Ya Basta” e il pediatra Roberto Marinello. Tra le altre novità anche quella della lotteria per finanziare il progetto, primo premio un viaggio in Chiapas insieme alla carovana che seguirà il “mundial rebelde” il prossimo agosto.

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