IL GIORNALE DI BERGAMO 19-06-05

Terzo Torneo Bergamasco del Bae.

L’Italia nel pallone, l’Italia del pallone. Due volti, quelli del nostro paese, così morbosamente eterogenei e disgraziatamente uniti nell’immaginario collettivo generale. La violenza strumentalizzata delle curve deve finire; i ridicoli decreti splamadebiti, le false fidejussioni, il business selvaggio; tutto questo, amici del calcio, deve finire. Impossibile, dice qualcuno. Difficile, sentenziano altri. Possibile. Diciamo noi. E tutti quelli che lo sport lo amano nel senso profondo del termine. Nel buio dei potenti interessi economici e societari, che riveste di ombre anche il gioco più bello del mondo - il calcio -, s’apre qualche pertugio, qualche spiraglio fatto di una luce biancastra e serena, fatta di solidarietà: fatta da quelli del Futbol Rebelde. Dopo la scomparsa del giovane Francesco Romor, il "Bae", qualcosa si è mosso. Sono passati quattro anni e quel qualcosa è diventato circa 100.000 euro e una struttura eco-solidale nel Chiapas che oggi, anno dopo anno, aggiunge un tassello al sublime mosaico: un progetto ambizioso, un progetto vero. Meglio: un agglomerato d’iniziative che coinvolgono i tifosi di tutta Italia in favore del Chiapas. Christian, ultrà del Venezia, chiarisce meglio il concetto: "Questi momenti d’unione e solidarietà servono allo sport, servono ad unire chi crede che lo sport può essere diverso. Abbiamo organizzato un trofeo a Mestre: 48 squadre e tanta voglia di giocare e divertirsi; in memoria del nostro fratello Francesco, in aiuto alle popolazioni del Chiapas. Abbiamo creato una vera e propria rete dove, un po’ in tutta Italia e in parte dell’Europa, discutiamo di calcio, di calcio vero, di problematiche legate al razzismo che dilaga di domenica in domenica negli stadi di tutto il nostro paese. In agosto ci sarà anche il primo torneo in Chiapas - Mundial del Futbol Rebelde l’abbiamo chiamato - una spedizione di 50 persone (tra cui due bergamaschi) che servirà per conoscerci e festeggiare i nuovi progetti realizzati: la casa della conserva, un herbolario e un piccolo stadio con una tribuna". Ma torniamo alla nostra realtà. Anche Bergamo si schiera in prima linea per la solidarietà: il 3° Torneo del Bae, che ha preso il via ieri alla Casa del Giovane, è la prova evidente. L’atmosfera è rilassata, fanno festa i giovani presenti all’inizio del trofeo. L’aria è leggera. Carletto, uno degli organizzatori, racconta qualche sensazione poco prima del fischio d’inizio: "Il progetto finale è legato alla costruzione d’infrastrutture nel Chiapas e mai come in questo periodo laggiù si sta vivendo una situazione difficile; il nostro è un piccolo contributo che ci rende felici di poter fare qualcosa. Molta gente partecipa a queste iniziative in tutta Italia: gli ultrà delle curve, i centri sociali; sono tutti uniti da un sogno e un progetto comune. Le 12 squadre partecipanti hanno versato una quota di 130 euro che, tolte le spese per l’organizzazione, andrà a contribuire al progetto finale". Quindi Carletto assume le sembianze d’arbitro (poco di rigore). Si gioca. In campo Sporting Brughiera e SiamoSoloScarponi. Ma a vincere, per una volta, è solo lo sport.

 

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