LA NUOVA 13-02-06

L'ABBRACCIO DELLA CURVA NEL RICORDO DEL "BAE".

La partita fuori dal campo. Magliette, cori e striscioni arancioneroverdi.

VENEZIA. E' stato il week-end del Bae. Francesco Romor, uno dei simboli della curva dell'Unione, morto cinque anni fa e ricordato da chi lo ha conosciuto perchè nessuno lo dimentichi. Venerdì all'interno del Centro Sociale Rivolta c'è stata una cena, alla presenza di Nello Di Costanzo e dell'intera squadra, che ha coinvolto oltre 300 persone autotassate per raccogliere fondi per l'Estadio del Bae, la struttura che sta nascendo nella regione messicana del Chiapas per volontà degli Ultras Unione. "Non è un ricordo sterile - spiega Francesco Peverieri, una delle anime dell'iniziativa - perchè il vuoto lasciato dalla morte di Francesco è stato riempito di tante cose. Siamo partiti per costruire uno stadio ma ci siamo accorti che in Chiapas vi sono altre priorità. Ed ecco sorgere una falegnameria, un acquedotto grazie alla solidarietà ultrà che ha visto unite nel progetto tifoserie nemiche fra loro come Modena e Bologna, Perugia e Ternana, Venezia e Atalanta." I giocatori, tecnico e panchina compresa, sono entrati in campo con la maglietta "Bae per sempre", acquistata da Collauto e compagni per finanziare l'iniziativa e prima della partita hanno lanciato fra i ragazzi della curva Morosini, che per l'occasione aveva coperto lo striscione "Ultras Unione" con uno innegiante al "Comandante Bae"

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