IL GAZZETTINO 24-02-07
UN INTERO VILLAGGIO IN RICORDO DEL "BAE"
Festeggiata al centro Rivolta la conclusione di un progetto di solidareità che ha portato alla realizzazione di uno stadio e di tanti servizi.
Una serata per festeggiare la conclusione di un progetto, diventato un grande sogno per centinaia di ragazzi, accomunati sotto lo striscione degli ultras: lo stadio del Bae a Guadalupe Tepeyac sta per diventare realtà e ieri sera al centro Rivolta di Marghera si sono ritrovati in tanti per ricordare Francesco, chiamato Bae, spentosi sei anni fa. In questo periodo sono stati raccolti quasi centomila euro grazie alle cene, ai concerti, alle collette delle curve, anche rivali, alla vendita di “sciarpe del Bae” e ora si vede con soddisfazione che finalmente la struttura sta prendendo forma.
All’inizio si pensava a un impianto sportivo ecocompatibile, in cui realizzare un campo a basket, pallavolo e calcetto, un lavatoio, servizi igienici… invece le idee si sono moltiplicate e grazie alla collaborazione dell’Associazione Ya Basta! e delle comunità zapatiste sono state create una condotta idrica, una falegnameria, un’officina, una casa de salud nello stesso villaggio, ambulatori e tante altre iniziative di solidarietà.
“Si sono creati dei ponti – raccontano i responsabili di Noi Ultras – come faceva Francesco Bae, tra curve di tifosi di squadre diverse, tra tifosi e ragazzi dei centri sociali, tra nord e sud del mondo”.
È il motto di questi tifosi idealisti, che prendono le distanze dal business mondiale del calcio, considerato “un’industria inquinante gestita da banditi senza scrupoli”, ultras che non vogliono sentirsi “complici delle peggiori nefandezze che il tifo ha partorito” o collaborazionisti e schiavi di se stessi, pur nell’illusione di essere liberi e ribelli.
Il futuro di questi giovani si chiama Futbol Rebelde, il calcio che diventa valore in sé e che non vuol essere comprato o usato.