IL MESTRE 24-02-07
EL ESTADIO DEL BAE SPALANCA LE PORTE
La storia. Finiti i lavori in Chiapas per il campo dedicato al papà della curva veneziana.
Dopo più di sei anni El Estadio del Bae è completo. D’ora in poi la regione del Chiapas in Messico, ospiterà uno stadio dedicato al “padre” della curva sud del Venezia. La struttura che ospiterà un incontro internazionale tra squadre formate da esponenti no-global, porta il nome di Francesco Romor, detto “El Bae”, che vent’anni fa ha unito il mondo ultras e quello del centro sociale Rivolta all’insegna dello zapatismo. Bae è morto nel 2001 alla vigilia di un viaggio di solidarietà ai gruppi zapatisti ribelli al governo messicano. Di lì a poco fra amici e compagni è nata l’idea di portare qualcosa del Bae nel cuore della Selva Lacandona e tracciare la strada verso un nuovo calcio in mezzo a chi reclama un mondo diverso. “Non è che un campaccio circondato dalla foresta vergine – spiega Franz Peverieri storico tifoso del Venezia – intorno sono sorte altre strutture e una rete tra tifoserie, isole di ribellione nel mondo ultras”.
Alla costruzione hanno lavorato più di 100 persone, di diverse tifoserie e gruppi disobbedienti, con un budget di circa 100 mila euro. Al loro fianco la gente del Chiapas. Insieme allo stadio sono sorti falegnamerie, officine, ambulatori e sono stati ricostruiti villaggi. “Siamo da un’altra parte rispetto a Catania, la violenza non ci appartiene – dice Peverieri – lo stadio del Bae ha permesso di far sentire vivo Francesco e di unire mondi diversi. Un calcio diverso è possibile”.