LETTERA APERTA A TUTTE/I LE/I COMPAGNE/E DEL FUTBOL REBELDE
Ripartiamo. Tutto è cambiato per non far cambiare niente. Sentenze pilotate, tutti gli accusati che si dichiarano innocenti, il ricorso al TAR del Lazio della Juventus, e perchè no?, il comportamento di molti "tifosi", che si sentono vittime di un complotto giudiziario! Perchè in fondo, l'importante è vincere e a sbagliare sono sempre gli altri. Gli appassionati delle grandi squadre coinvolte nello scandalo, hanno preferito scagliarsi contro la giustizia sportiva, piuttosto che contro i propri dirigenti, colpevoli di averli ingannati. Poteva cambiare, si poteva davvero dare un nuovo corso al calcio, eliminando stregoni e mafiosi, eliminando chi effettivamente sta portando il calcio alla deriva. Niente, e l'elezione di un "grande vecchio", Matarrese, a presidente della Lega Calcio è significativo per capire la strada del Nuovo Corso del Calcio Italiano. E allora si riparte con ancora più rabbia e più determinazione perchè prima o poi qualcosa deve cambierà.
Noi ripartiamo con le tante iniziative, al di qua e al di là del grande oceano. Fra pochi giorni ritornerà la carovana estiva di Ya Basta che ci racconterà le ultime novità dal Chiapas, mentre già sono in cantiere le prossime iniziative: un'assemblea generale del futbol rebelde dopo questa estate turbolenta, una festa per raccogliere fondi, il sostegno alle comunità zapatiste con la vendita degli anfibi Zapata, la realizzazione di un libro e di un dvd, e perchè no?, visto che l'inverno è vicino, la riapertura della campagna "le sciarpe del bae".
Questo è l'anno decisivo, quello che ci riporterà a La Realidad, quello in cui potremo finalmente dire che abbiamo realizzato il sogno del nostro fratello Francesco. Te eo gavevimo dito. Te lo avevamo detto, Bae. Lì nella Selva manca davvero poco per terminare i progetti messi in piede, ma è necessario un ultimo sforzo da parte di tutti per concludere questa stupenda avventura, che ha fatto incontrare mondi diversi ma uguali, ragazzi di tutte le età, magari separati da rivalità, ma dentro simili, capaci di riconoscere la bellezza che sta dentro ad ognuno di noi.
E allora, anche se le grazie si fanno in chiesa, grazie di cuore fratelli, qui a Venezia, come a Bologna, Modena, Pisa, Ancona, Cosenza, Vigo, Vienna e in ogni altro luogo dove batte un cuore ribelle. Grazie per aver camminato domandando assieme a noi, per aver creduto alla possibilità di superare gli oceani delle difficoltà.
Se tutto filerà liscio il progetto sarà terminato l'estate prossima, ma El Estadio del Bae non finirà, non finirà mai perchè non è una cosa fisica, lo abbiamo sempre detto. Il nostro stadio non smetterà mai di far sentire la propria voce, in Chiapas, in Palestina e in tutti quei posti dove la ribellione anima i cuori di persone semplici che odiano le ingiustizie.
Da una qualsiasi isola di ribellione al Neoliberismo
Associazione NoiUltras VeneziaMestre